GENOVA, DOMENICA 16 MAGGIO: CONTRO I TRAFFICI DI ARMI NEL PORTO

 

 

Sono le ore 18:45 quando piazzetta Santa Fede – in pieno centro storico, all’inizio di via di Pré – ospita un incontro, organizzato dallo spazio sociale Aut Aut 357 dell’attigua via delle Fontane ed il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali.

 

 

Tema del dibatito, che si svolge – nonostante la pioggia che cade molto fine, ma incessante – davanti ad un centinaio di convenuti, è “Basta armi nel porto di Genova” e consta di una mostra fotografica, che viene montata già dalle 18:00, ed un confronto su cosa accade sulle banchine e come rilanciare la mobilitazione contro i traffici di morte che continuano ad interessare lo scalo genovese.

 

L’ultimo episodio, denunciato dall’osservatorio Weapon Watch, risale allo scorso giovedì tredici, quando dei carichi di proiettili ad alta precisione, destinati al porto dell’entià sionista di Ashdod, sono stati imbarcati – sulla nave Asiatic Island – nel terminal Spinelli di Genova.

 

Nel frattempo, una colossale operazione poliziesca ha tentato di smantellare la resistenza a questi maneggi di armi, attraverso l’indagine su cinque militanti del Calp, accusati di una serie di reati in relazione all’ultima manifestazione contro l’imbarco di strumenti di morte.

 

In particolare devono rispondere di “associazione per delinquere” finalizzata a reati che vanno dalla resistenza all’accensione di fumogeni al lancio di oggetti pericolosi e, perfino, all’attentato alla sicurezza pubblica dei trasporti.

 

E’ del tutto evidente l’intento politico di una simile indagine: la volontà è quella di togliere di mezzo chi ostacola la libera circolazione di strumenti di guerra che lo Stato italiano esporta nei vari scenari bellici attualmente presenti: dalla Siria allo Yemen, alla così detta “guerra civile” – in realtà di sterminio – in corso in Palestina.

 

Da qui nasce la necessità di superare le difficoltà del momento attraverso il coordinamento di iniziative a livello europeo – una prima è in programma tra la fine di maggio e l’inizio di giugno – ed il rafforzamento di quei legami con la “società civile” che si sono sviluppati durante le passate iniziative, ed hanno rappresentato il più grande successo ottenuto, permettendo loro di uscire dall’ambito portuale.

 

 

Bosio (Al), 17 maggio 2021

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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